Studio medico dentistico GR e MR / Torino
2013 – Torino
La committenza ha richiesto di dare nuova forma, sostanza e immagine agli ambienti dello studio medico dentistico, fondato nel dopoguerra dal dott. A. Righetti in via Pietro Micca 4 e successivamente proseguito dalla figlia, dott.ssa Giovanna Righetti, e dal nipote, dott. Mario Rigotti.
L’intervento ha comportato una ristrutturazione complessiva degli ambienti, con una nuova distribuzione spaziale e il rinnovamento di parti strutturali e degli impianti tecnologici, nel rispetto delle caratteristiche architettoniche dell’edificio storico.
Il progetto ha interessato anche gli elementi di dettaglio e di arredo: sono stati realizzati su disegno i mobili della reception, i serramenti interni, le finiture e diversi elementi di arredo, insieme al progetto dell’illuminazione e degli impianti tecnologici.
Particolare attenzione è stata dedicata alla qualità della luce, naturale e artificiale. La luce naturale, filtrata attraverso le aperture e modulata dalle condizioni esterne, dialoga con un sistema di illuminazione artificiale progettato per costruire atmosfere più accoglienti e rassicuranti, adeguate alla particolare natura dell’ambiente medico.
La ricerca progettuale si è estesa agli arredi, ai materiali e alla cura dei dettagli, utilizzati come strumenti per costruire una nuova identità dello studio. Al centro dell’intervento è tuttavia lo spazio, inteso come vero e proprio elemento architettonico: lavorare sulla percezione delle dimensioni, sulla successione dei percorsi, sulle relazioni tra gli ambienti e sulla luce, per ottenere uno spazio più fluido, luminoso e riconoscibile.
Lo studio occupa il primo piano nobile di Casa Bellia, in via Pietro Micca 4. L’edificio, terminato nel 1898 dopo sei anni di lavori, prende il nome dall’impresa edile Bellia che lo realizzò su progetto dell’architetto Carlo Ceppi. La sua costruzione rientra nel piano regolatore che, tra il 1885 e il 1915, interessò l’area dell’Isolato San Lazzaro, con la demolizione e la riqualificazione di parte dell’antica e malsana Contrada delle Quattro Pietre, tradizionalmente associata al degrado delle aree circostanti via Barbaroux.
L’edificio è sottoposto a tutela ai sensi della Legge 1089/1939.
Progettazione e coordinamento della sicurezza ai sensi del D.Lgs. 81/08.










