Villa Sermoneta a San Felice Circeo / Latina
1990–1991 – San Felice Circeo (LT)
La villa della famiglia Sermoneta situata in via Cristoforo Colombo 63/65 a San Felice Circeo è stata oggetto di una radicale trasformazione per adeguare gli spazi alle esigenze della nuova composizione familiare, costituita dai genitori e dai quattro figli ormai maggiorenni.
L’intervento ha interessato sia la distribuzione interna sia la struttura dell’edificio e si è sviluppato nell’arco di circa due anni di cantiere. Dell’organismo originario è stato conservato l’involucro murario, mentre fondazioni, solai, copertura e impianti sono stati integralmente rinnovati e riprogettati.
La villa si sviluppa su due livelli, organizzati secondo una sequenza di ambienti pensata per distinguere gli spazi della vita quotidiana da quelli destinati all’accoglienza e alla permanenza della famiglia. Al piano terra trovano posto un secondo soggiorno con cucina, alcune camere e i servizi; al piano superiore si sviluppano invece gli ambienti principali della casa.
La pianta, caratterizzata da un perimetro irregolare, asseconda la conformazione del sito e stabilisce una precisa relazione tra gli ambienti interni e il giardino. Gli accessi laterali e il fronte rivolto verso il giardino sono riconoscibili come parti di un sistema articolato di percorsi e affacci.
Una scenografica scala curva conduce all’ingresso principale e al terrazzo soprastante, protetto da una pompeiana sostenuta da colonne in muratura. Da questo spazio si apre una vista particolarmente suggestiva verso il mare, in direzione sud-ovest. Dalla spaziosa sala d’ingresso una seconda scala conduce alla terrazza di copertura, stabilendo una continuità verticale tra i diversi livelli della casa e il paesaggio.
Il cuore della zona giorno è costituito dal salone, caratterizzato da un grande camino d’angolo a tutta parete, con una bocca bassa e completamente aperta, affacciato sulla zona pranzo. La cucina è direttamente connessa alla sala da pranzo e, pur mantenendo una propria autonomia, è separata da essa attraverso una parete di altezza contenuta.
Particolare attenzione è stata dedicata alla zona notte. Le sei camere da letto sono state progettate come ambienti autonomi, ciascuno dotato di bagno e spogliatoio. Per ogni camera è stato studiato un disegno specifico delle piastrelle, sia per i pavimenti sia per le pareti, trasformando il rivestimento ceramico in un elemento caratterizzante dell’architettura degli interni.
Tutti gli elementi di arredo, sia mobili sia fissi, sono stati progettati su disegno, così come gli interventi relativi agli impianti tecnologici. La cura artigianale dei dettagli ha coinvolto diverse competenze specialistiche: le ceramiche artigianali sono state realizzate da Mario Siani di Cava dei Tirreni, quelle industriali da F.lli Pinto di Vietri, le opere di falegnameria da Scarpulla di Torino e le opere di tappezzeria da Lattore di Torino.
Anche il giardino è stato oggetto di un progetto specifico, sviluppato in continuità con l’architettura della villa e con l’assistenza di un vivaista per la scelta delle specie più adatte alle condizioni climatiche e agli ambiti del luogo.
Come è stato osservato in una descrizione critica del progetto,
“In San Felice Circeo, nella strada Cristoforo Colombo che dal centro storico cittadino discende a mare, Gualtiero Turati ha realizzato la trasformazione di Villa Iris, elaborando lo stile sperimentato sul litorale pontino dall’architetto Michele Busiri Vici (Architettura mediterranea), con l’adozione di forme ancor più morbide e con elementi di decoro ripetuti (quali i comignoli, gli archi, le feritoie romboidali, i coppi, le ceramiche …”
Intervento, sottoposto a vincolo di tutela e valorizzazione del paesaggio naturale e urbano ai sensi della Legge 1497/1939 e s.m.i.













