Edificio storico Via Po 25

2017-2018 – Torino

Restauro conservativo delle facciate e delle coperture del complesso edilizio seicentesco di Via Po 25.

Il complesso edilizio residenziale è composto da diversi corpi di fabbrica che racchiudono al loro interno l’ampio cortile principale, un secondo cortile minore con un grande basso fabbricato a due piani, due cavedi. La costruzione originaria era caratterizzata da una pianta articolata, con linee volumi e superfici che s’intersecano e sovrappongono in una volontà ordinata. Il casato, che ne ha avuto la proprietà totale fino alla vendita con il frazionamento in condominio intorno al 1980, ha svolto un ruolo pesante operando sull’originario, in passato e in tempi successivi, con continue sopraelevazioni, nuove costruzioni e trasformazioni interne ed esterne  in funzione delle sue variate esigenze, in modo talvolta disorganico e semplicistico.

Le trasformazioni non si rilevano particolarmente sul fronte principale di Via Po, almeno al di sotto della linea di gronda, e la tutela dell’area della Via va comunque compresa in tutto il suo sviluppo, oltre che sulla soluzione di continuità con le attinenti Piazza Vittorio e Piazza Castello, secondo gli originali schemi compositivi sia della facciate, e soprattutto, dei portici che sono elementi di indubbio valore storico ed architettonico da tutelarsi nella loro integrità compositiva.

L’impostazione e la realizzazione della Via Po, costruita su disegno di Amedeo di Castellamonte approvato con editto del 1673, è uno tra gli spazi urbani frutto di una attenta politica urbanistica espressione della volontà dello Stato sabaudo di rivestire un ruolo sempre più importante e significativo in ambito europeo, ponendosi quale governo accreditato per la costruzione del futuro Stato italiano, nel quadro della politica strategica urbanistica di collegamento della Città capitale con le residenze reali.

La Via Po è sottoposta ad un vincolo unitario che comprende l’intero Asse Storico di Via Po, ai sensi dell’art. 4 della Legge 1089/39 e artt. 10-21 del D.lgs. 42/04 e s.m.i.